Tecniche di bonifica dell’amianto

La bonifica dell’amianto deve essere eseguita obbligatoriamente qualora si riscontri la presenza di amianto in un qualsiasi luogo, pubblico o privato. La bonifica può essere effettuata seguendo diverse tecniche.

Incapsulamento amianto - bonifica amianto tettoia

Tecniche di bonifica amianto con materiali ricoprenti e penetranti

La maggior parte delle abitazioni e degli edifici industriali costruiti prima del 1994 conservano degli elementi in eternit, soprattutto coperture di tetti, ma non è obbligatorio rimuoverle a meno che non si presentino crepe o rotture, infatti finché sono in buono stato non vi è alcun rilascio di polveri.

Con l’entrata in vigore delle nuove norme, lo smaltimento eternit è divenuto obbligatorio.

Nella scelta degli interventi da attuare si deve tener conto che la rimozione dei materiali contenente amianto non rappresenta, sempre e comunque, la migliore soluzione possibile, anche perché la rimozione, in modo particolare di rivestimenti di amianto spruzzato, pur eseguita adottando le più rigorose cautele, costituisce un’attività estremamente delicata e potenzialmente pericolosa sia per i lavoratori addetti che per gli occupanti degli ambienti interessati.

Le principali tecniche odierne per la bonifica sono principalmente da dividere in tre categorie:

  • Rimozione
  • Incapsulamento
  • Confinamento

La rimozione

Risulta il metodo di bonifica più diffuso poiché è la soluzione risolutiva che elimina ogni potenziale fonte di esposizione ed ogni necessità di attuare specifiche di contenimento future, liberando l’edificio dall’amianto in via definitiva. Consiste nella rimozione dei materiali contenenti amianto, trasformandoli in rifiuti, e nella loro sostituzione eventuale con materiali alternativi.

Le operazioni di rimozione comportano un rischio estremamente elevato per i lavoratori addetti e per la contaminazione dell’ambiente. La rimozione, inoltre, produce notevoli quantitativi di rifiuti tossici che devono essere correttamente smaltiti in appositi impianti e per i quali è elevato il costo di stoccaggio.

Le operazioni devono essere condotte salvaguardando quanto più possibile l’integrità del materiale. In genere si richiede l’applicazione di un nuovo materiale, in sostituzione dell’amianto rimosso.

L’incapsulamento

Consiste nel trattamento dei materiali contenenti amianto con prodotti penetranti o ricoprenti che, a seconda del tipo di prodotto usato, tendano ad inglobare le fibre di amianto, a ripristinare l’aderenza al supporto e a costituire una pellicola di protezione sulla superficie esposta.

Il principale inconveniente è rappresentato dalla permanenza nell’edificio del materiale contenente amianto e dalla conseguente necessità di mantenere un programma di controllo e manutenzione. Occorre inoltre verificare periodicamente l’efficacia dell’incapsulamento, che col tempo può alterarsi o essere danneggiato, ed eventualmente ripetere il trattamento.

L’incapsulamento ha una buona efficacia se realizzato su materiali contenenti amianto almeno in discreto stato di conservazione.

L’eventuale rimozione di un materiale di amianto precedentemente incapsulato è più complessa, per la difficoltà di bagnare il materiale a causa dell’effetto impermebilizzante del trattamento.

Il confinamento

Consiste nell’installazione di una barriera a tenuta che separi l’amianto dalle aree occupate dell’edificio o dall’ambiente esterno. Il rilascio di fibre continua all’interno della zona confinata ma può essere risolto con un trattamento incapsulante.

Rispetto all’incapsulamento presenta il vantaggio di realizzare una barriera, costruita con materiali differenti, resistente agli urti; per la sua resistenza e duttilità è molto usata la lamiera di alluminio.

Si tratta di un intervento molto indicato per materiali facilmente accessibili, in particolare per bonifica di aree circoscritte (colonne, tubazioni, ecc.) mentre non è adatto qualora sia necessario accedere frequentemente allo spazio confinato.

Il costo dell’intervento è contenuto, soprattutto se non richiede lo spostamento di impianti preesistenti; la realizzazione di un confinamento su di una copertura in cemento-amianto costituisce un carico aggiuntivo che grava sulle strutture di sostegno della copertura stessa e pertanto deve essere fatta una verifica della loro portata.

Occorre sempre un programma di controllo e manutenzione, in quanto l’amianto rimane nell’edificio; inoltre la barriera installata per il confinamento deve essere mantenuta in buone condizioni.

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